Voglia di tradizione? Allora, aprite bene le orecchiette

Quando si dice “orecchiette” si pensa subito alla Puglia, ai suoi sapori e alla sua straordinaria tradizione culinaria. Eppure, le loro origini sono probabilmente molto lontane dalla bella regione italiana. Fin dal Medioevo, infatti, in una zona provenzale francese veniva prodotta una pasta molto spessa e che aveva la forma molto simile alle nostre orecchiette, in quanto veniva realizzata pressandola col pollice. La sua conformazione era stata pensata per affrontare al meglio i lunghi periodi di carestia: era molto semplice da essiccare e, quindi, da conservare. Per questo motivo era anche uno dei pasti principali dei marinai che affrontavano lunghi viaggi in nave.
Più tardi, verso il Duecento, la bontà delle orecchiette arrivò nei territori delle attuali Puglia e Basilicata grazie agli Angioini.
I più importanti studiosi dell’enogastronomia pugliese, affermano che le orecchiette sono nate nel territorio di Sannicandro (Bari), tra il XII e il XIII secolo.
Come gustare le orecchiette nella migliore tradizione pugliese? In questo caso la risposta appare davvero semplice: con le cime di rapa. Una ricetta antica che raccoglie i sapori di una terra ricca di prodotti di prima qualità, come l’olio. Quest’ultimo, però, veniva utilizzato solo dai baroni e per questo motivo i contadini cucinavano le loro orecchiette con le cime di rapa con il lardo fatto sciogliere sul fuoco.
Un consiglio per il tocco finale: aggiungete una grattugiata di ricotta tosta oppure di pecorino.