Pesce d’aprile, quando gli scherzi sono una cosa seria

Non solo a Carnevale: c’è un altro giorno dell’anno in cui gli scherzi valgono. È il primo di aprile, quando è tradizione inventarsi le burle più divertenti.

Ma da dove viene questa usanza? Le teorie sono diverse, anche perché è seguita in tutto il mondo. Gli anglosassoni la chiamano April Fool’s Day, i francesi Poisson d’avril. In Scozia Gowkie Day, con riferimento al cuculo.

Ma le sue origini risalgono all’antichità, quando l’arrivo della primavera veniva festeggiato dando libero sfogo all’allegria trattenuta nei mesi invernali.

Così, ai tempi degli antichi Romani le feste di Hilaria, in onore della dea della terra Cibele, la “grande madre”, o la festa di Holi della tradizione indiana, conosciuta anche come festa dei colori, erano pensate per salutare la rinascita collegata all’arrivo della bella stagione.

Il rito contemporaneo dello scherzo, invece, potrebbe essere legato all’introduzione del calendario gregoriano, risalente alla fine del ‘500, che spostò il Capodanno al primo gennaio. Chi continuava a festeggiare secondo le vecchie tempistiche, veniva considerato uno sciocco e fatto oggetto di scherzi e prese in giro.

Ma perché proprio i pesci come simbolo delle burle? Forse, semplicemente, perché abboccano facilmente all’amo.

Di certo, l’unico pesce con cui non si scherza è quello dei piatti Consilia Saper Scegliere, ottimi secondi pronti in un attimo.

“Pesce d’aprile, cosa è e perché si festeggia”, Wired, aprile 2015

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