La caduta del muro di Berlino e la nuova Europa

Il crollo del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, ha segnato la nascita della nuova Europa e il lento declino della vecchia, quella della guerra fredda e delle dittature comuniste dell’Est.

Il muro di Berlino fu costruito dalla DDR (Repubblica Democratica Tedesca, filosovietica) per impedire la libera circolazione tra la Germania Est e quella Ovest, dove governava la Repubblica Federale di Germania d’influenza statunitense. Il muro era costituito da due muri paralleli, tra i quali, in un corridoio largo dieci metri chiamato “striscia della morte”, furono assassinati quelli che tentavano di oltrepassare la frontiera.

Nel 1989 si cominciava a diffondere nella Berlino Est un’opposizione nata in seno alla DDR, poi repressa dalla polizia politica e che diventò un movimento di massa. Inoltre, quell’estate l’Ungheria aprì le frontiere permettendo ai tedeschi della Germania est di raggiungere l’ovest. Per arginare la fuga, il neopresidente Egon Krenz concesse alcuni permessi per la Germania Ovest.

Solo questo fu l’antefatto dell’equivoco che causò la caduta del muro: il ministro della Propaganda Günter Schabowski, appena tornato dalle ferie, male interpretò le comunicazioni sui permessi e durante una conferenza stampa disse “È stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. Se sono stato informato correttamente, quest’ordine diventa efficace immediatamente”. La frase fu chiaramente presa come un via libera e centinaia di berlinesi attraversarono la frontiera in un’atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono demolite e fu distrutto del tutto da un equipaggiamento industriale tempo dopo.

Fonte:

https://www.focus.it/cultura/storia/21235-1989-una-nuova-europa-654646