E tu, che tipo sei? Dolce o salato?

Ognuno ha i suoi gusti, si sa, ma da cosa dipendono le nostre preferenze alimentari? Perché alcuni adorano i dolci mentre altri possono tranquillamente farne a meno?

Uno studio1 avviato dalla Società Italiana di Scienze Sensoriali e ripreso in un articolo del Corriere della Sera2 sta cercando di spiegare le ragioni di queste differenze, per capire i gusti degli italiani e la loro origine.

Lo studio ha lo scopo di raccogliere dati per valutare tutti gli elementi che concorrono a definire le nostre scelte a tavola, dalla genetica all’ambiente in cui cresciamo, dall’educazione alla percezione sensoriale.

La percezione del sapore dolce è un segnale inviato al nostro cervello che il cibo contiene calorie, mentre il salato indica la presenza del sodio, indispensabile per il nostro organismo.

Le preferenze per il primo o per il secondo sono innate e impariamo a tollerare amaro e acido, segnali di alimenti potenzialmente dannosi, solo con l’esperienza.

Non tutti, però, siamo in grado di sentire i sapori con la stessa intensità. Il che può dipendere dalla quantità di papille gustative che abbiamo sulla lingua o dalla maggiore o minore sensibilità a determinate sensazioni.

“Capire qual è il gusto-chiave che guida le nostre scelte è importante per ridurre il rischio di un’alimentazione poco salutare”, dicono gli esperti del SISS.

Così, se siamo tipi golosi, possiamo ingannare il nostro cervello con il trucco dell’aroma. Un cibo molto profumato ci sembrerà più dolce e riusciremo a contenere le calorie.

Se invece tendiamo ad eccedere col sale, basterà metterne sempre meno sui nostri cibi. La percezione del salato, infatti, si adatta in funzione della quantità usata.

Qualunque sia la nostra preferenza, niente paura. Con i prodotti Consilia ce n’è per tutti i gusti.

Progetto Italian Taste della Società Italiana di Scienze Sensoriali
“Preferisci il dolce o il salato? Che cosa influenza le nostre scelte a tavola”, Elena Meli, Corriere della Sera, febbraio 2016