Il Carnevale

09 Feb 2018

Il carnevale ha origini in festività molto antiche, addirittura greche e romane, durante le quali si assisteva a un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie che lasciava il posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. Il ritorno alla norma rappresentava quindi un rinnovamento simbolico.

Oggi i festeggiamenti del carnevale, tipici dei Paesi cattolici, si svolgono spesso in pubbliche parate dominate da elementi giocosi e fantasiosi, l'elemento caratterizzante del carnevale è, appunto, l'uso di maschere e costumi.

In gran parte d'Italia il periodo carnevalesco inizia tradizionalmente il giorno successivo all'Epifania, ma festeggiamenti maggiori avvengono il martedì grasso, (ossia l'ultimo martedì prima dell'inizio della Quaresima) che è il giorno di chiusura.

Nel rito ambrosiano, celebrato nell’area del milanese, invece, i festeggiamenti terminano quattro giorni dopo il martedì grasso, ovvero il sabato.

Ogni regione ha le proprie maschere tipiche di Carnevale, nate dal teatro dei burattini, dalla Commedia dell'arte, da tradizioni arcaiche, oppure sono ideate appositamente come simboli dei festeggiamenti carnevaleschi di varie città.

Ma ogni regione si distingue anche per i dolci carnevaleschi tipici. Vediamo quali sono i più diffusi.

Le chiacchiere sono diffuse in tutta Italia con vari nomi. Si tratta di un impasto di farina, burro, zucchero, uova e una componente alcolica (acquavite, marsala, sambuca o grappa) che viene tagliato a strisce (talvolta disposte a formare un nodo) e poi fritto o cotto al forno. Infine si spolvera con zucchero a velo o, secondo alcune varianti, anche coperte da miele, cioccolato, o innaffiate con alchermes.

Le castagnole sono un dolce carnevalesco diffuso in tutta Italia. Impastati gli ingredienti principali uova, zucchero, farina e burro si formano delle palline che vengono fritte in olio bollente e poi servite con zucchero a velo o, in alcune varianti, anche con alchermes o miele. Esistono diverse varianti come quelle con ripieno alla crema pasticcera o panna, oppure quelle che prevedono rum e liquori nell’impasto.

Le frìtołe, tipicamente veneziane, sono preparate con una pastella di farina, uova, latte e zucchero, uvetta sultanina, e pinoli, vengono poi fritte e servite con una spolverata di zucchero semolato. Hanno una dimensione che non supera i 4 cm di diametro e sono vuote, ma esistono diverse varietà ripiene di crema, zabaione o marmellata.

Gli arancini di carnevale, diffusi nelle Marche, vengono preparati facendo una sfoglia simile a quella usata per la pasta all'uovo, sulla quale si distribuiscono succo e buccia di arancia grattugiata. Questa poi è arrotolata e successivamente tagliata a fette, in modo da ottenere delle girelle che vengono fritte e passate nel miele.

La cicerchiata è diffusa in Umbria, Marche e Abruzzo. Il dolce è a base di un impasto di farina, uova e, in alcune varianti, burro o olio d'oliva, zucchero, liquore o succo di limone. Da questa si ricavano palline di circa un centimetro di diametro che vengono fritte nell'olio d'oliva o nello strutto. Scolate, vengono mescolate con miele bollente e disposte "a mucchio". Il miele raffreddandosi cementa le palline fra loro e dà solidità alla struttura.

 

Fonti

http://www.salepepe.it/menu/top-ten-ricette/dolci-di-carnevale-le-10-migliori-ricette/

http://www.giallozafferano.it/dolci-carnevale-fritti-forno