I dolci di Natale

I dolci di Natale
21 Dic 2017

Il Natale sta arrivando, ci aspettano quindi giornate occupate da cene, cenoni e ricchi pranzi. Forse più dell’albero, degli addobbi, delle luci intermittenti e dei regali impacchettati sono proprio i pasti oversize a farci sentire l’atmosfera natalizia, e in questi chi la fa da padrone non possono che essere i dolci.

I primi a venire in mente sono panettone e pandoro, originari rispettivamente di Milano e Verona. Questi ormai sono presenti nelle tavole di tutta Italia, ma gli altri dolci tipici? Siete proprio sicuri di conoscerli? No? Nessun problema, noi vi proporremo quelli che ci sono piaciuti di più!

In Piemonte è tipico il Tronchetto di Natale, dolce preparato per ricordare la forma di un tronco d’albero, forse quello che nella tradizione veniva lasciato tutta la notte nel camino per riscaldare la famiglia, il Tronchetto sicuramente non vi lascerebbe “freddi” visto l’apporto calorico degli ingredienti: burro, uova, mascarpone, crema di marroni, brandy, panna e cioccolato.

La Gubana, che troviamo in Friuli Venezia Giulia, è un rotolo di pasta dolce, a forma di chiocciola, farcito con frutta secca, uva passa e amaretti, bagnato nella grappa. Le origini del nome sono discusse, potrebbe derivare dallo sloveno, quindi “guba” significherebbe piega, richiamando la forma del dolce, oppure dal dialetto “guban” cioè porcino, ricordandone il colore.

Vanto della cucina umbra, il Panpepato è un dolce a base di mandorle, nocciole e noci in un delicato equilibrio di sapori con pepe, cannella e noce moscata. La pasta è scurita dal cioccolato e l’ingrediente segreto è il mosto cotto.

In Abruzzo troviamo un dolce natalizio nato dall’inventiva di un pasticcere di Pescara che decise di valorizzare il pane rozzo contadino: il Parrozzo. Caratteristici del Parrozzo sono la fecola di patate e il cioccolato fondente. La riuscita dell’esperimento del fantasioso pescarese è certificata dal concittadino Gabriele d’Annunzio che dedica al dolce “La Canzone del Parrozzo”.

Le Zeppole campane invece sono piccole ciambelle arricchite di miele e “diavulilli” cioè i confettini colorati che le caratterizzano. Già nel 1700, nelle strade, si poteva sentire il forte profumo di questo dolce venduto dagli zeppolari come il moderno street food.

Infine sbarchiamo in Sardegna ad assaggiare le Sebadas: grossi ravioli di sfoglia, farciti con pecorino, che vengono fritti e, ancora caldi, irrorati di miele corbezzolo (amarissimo, molto raffinato e apprezzato dai gourmet). Questo dolce della tradizione pastorale sarda si può gustare tutto l’anno ma il suo consumo è legato indiscutibilmente al Natale.

Altri dolci regionali di cui un vero goloso dovrebbe essere a conoscenza sono: il Pangiallo (Lazio), le Cartellate (Puglia), gli Struffoli (Campania), i Fichi Chini (Calabria), la Cubaita (Sicilia), il Pandolce (Liguria) il Panspeziale o Certosino (Emilia Romagna), il Panforte (Toscana) e infine il Bostrengo (Marche).

Fonti

dissapore.com

https://www.dissapore.com/cucina/nonsolopanettone-giro-ditalia-in-21-dolci-di-natale/

huffingpost.it

http://www.huffingtonpost.it/2016/11/22/15-dolci-natalizi_n_13146206.html

agrodolce.it

http://www.agrodolce.it/2015/12/25/top-10-dei-dolci-di-natale/